ONFOODS Le proteine da sempre indispensabili, da oggi alternative

aprile 2026 - Una delle sfide globali più urgenti del nostro tempo riguarda il sistema alimentare e la prospettiva di raggiungere una condizione di ‘Food Security’, ossia la possibilità per tutti e in ogni momento di avere accesso fisico ed economico a una alimentazione adeguata, sicura e sostenibile per una popolazione mondiale destinata, entro il 2050, a superare 9 miliardi di persone.
In questo scenario, le proteine alternative sono una soluzione sostenibile per contribuire al raggiungimento dell’obiettivo globale di ‘Sicurezza Alimentare’. Le proteine, infatti, sono nutrienti essenziali per la vita, forniscono elementi fondamentali per la crescita, ma anche per il mantenimento di buona salute e benessere tanto in età adulta quanto in quella avanzata.
La Comunità scientifica è impegnata da tempo sull’obiettivo condiviso di sviluppare soluzioni e processi in grado di ridefinire sistemi alimentari sostenibili e sicuri, per produzioni sufficienti al fabbisogno mondiale. I novel food, frutto della ricerca, sono fra le soluzioni più innovative per rispondere alla sfida globale. Si tratta di alimenti innovativi, di nuova concezione e qualità nutrizionale, da produrre con nuovi processi a minor impatto ambientale.
Questa prospettiva innovativa presuppone cambiamenti anche consistenti nelle abitudini alimentari consolidate, che suscitano resistenze di diversa origine, da quelle culturali a quelle strumentali. È particolarmente importante, pertanto, che la transizione verso una sostenibilità alimentare sia sostenuta da una comunicazione puntuale e documentata, basata su dati e ricerche scientifiche.
Il webinar si pone proprio questo obiettivo: disseminare una informazione chiara e documentata sui novel food, sfatando falsi miti e infondati timori alimentati da notizie approssimative, superficiali o, peggio, false.
Attraverso gli interventi di autorevoli relatori il webinar offre la possibilità di costruire una maggior e nuova consapevolezza sugli scenari sostenibili del sistema alimentare, dove, in primis, gioca un ruolo fondamentale la ricerca scientifica italiana, con la nuova frontiera delle proteine alternative, e le procedure che ne garantiscono la sicurezza alimentare. Non è da meno poi l’aspetto culturale e sociale: la storia ci insegna che le novità alimentari da sempre hanno dovuto fare i conti con diffidenza e ‘fake news’, come è storicamente provato il ruolo delle proteine nella evoluzione della specie umana. Il tutto si inserisce nel grande quadro della sostenibilità del pianeta: il sistema alimentare tradizionale ha una impronta ambientale importante e scarsa, o nulla, possibilità di soddisfare le necessità nutrizionali globali.
L’evento è realizzato nell’ambito di Onfoods, finanziato dal PNRR è un importante progetto italiano di ricerca e innovazione su sostenibilità, sicurezza e qualità della nutrizione. Con l'Università di Parma come capofila, insieme all’Università di Pavia riunisce 26 membri (università, centri di ricerca e aziende) con l’obiettivo condiviso di promuovere sistemi alimentari innovativi e circolari da implementare nella realtà produttiva, in una forma virtuosa di collaborazione tra università e imprese, pubblico e privato.

L’intervento di Hellas Cena - specializzata in Scienza dell’Alimentazione con indirizzo Dietologico e Dietoterapico, Professore Associato presso l’Università di Pavia - offre una panoramica del progetto Onfoods, evidenziando come la ricerca stia contribuendo a ridefinire il fabbisogno proteico lungo il ciclo di vita e a guidare la transizione verso modelli alimentari più sostenibili, integrando fonti tradizionali e innovative. Fra l’altro, particolarmente interessante è il collegamento tra evidenze scientifiche e applicazione nella vita quotidiana, per tradurre la conoscenza in scelte alimentari consapevoli.
“In questo contesto - precisa Hellas Cena - le proteine assumono un ruolo centrale, non solo come componente nutrizionale essenziale, ma come leva strategica per affrontare le sfide legate all’invecchiamento della popolazione, alla prevenzione delle malattie croniche e alla sostenibilità dei sistemi produttivi.”

Giuseppina Sandri, Professoressa Ordinaria di Tecnologia Farmaceutica dell’Università di Pavia, esamina lo stato attuale e le prospettive future della disponibilità di proteine, con particolare attenzione alle fonti proteiche convenzionali e alternative quali proteine di origine vegetale, da alga, da insetti, da fermentazione e stampata 3D, con accenni ad aspetti relativi alla sicurezza alimentare e alla sostenibilità ambientale.
“Con la crescita della popolazione mondiale e la conseguente pressione sulle risorse naturali - evidenzia Giuseppina Sandri - l’offerta di proteine di alto valore è diventata sempre più limitata, le proteine alternative suscitano un interesse crescente per il loro potenziale nel migliorare la sicurezza alimentare e ridurre l'impatto ambientale della produzione di alimenti”.

Lajal Andreoletti - responsabile dei progetti ad impatto di LifeGate - approfondisce il tema della sostenibilità in ottica della sfida di nutrire in modo sostenibile una popolazione globale destinata a superare i 9 miliardi di persone entro il 2050, senza compromettere gli equilibri ecologici del pianeta. Nello scenario si inserisce l’evoluzione delle scelte alimentari delle giovani generazioni, che stanno emergendo come attori chiave della transizione. Ed entra anche il tema dei novel food con il loro potenziale in termini di riduzione dell’impatto ambientale.
Per Lajal Andreoletti: “È un quadro complesso in cui innovazione tecnologica e cambiamento dei comportamenti alimentari devono procedere insieme: orientare i consumi verso modelli più sostenibili, ridurre lo spreco, migliorare l’efficienza produttiva e favorire una maggiore accettazione sociale delle nuove soluzioni alimentari rappresentano leve complementari per conciliare sicurezza alimentare e sostenibilità.”

Alberto Grandi - professore di Storia economica e Storia dell’alimentazione all’Università di Parma -spiega come i novel food - insetti compresi - si inseriscano perfettamente nella lunga storia di paure alimentari che non hanno a che fare con il rischio reale, ma con meccanismi culturali profondi. Ogni volta che un nuovo alimento si affaccia sulle nostre tavole, la reazione è sempre la stessa: diffidenza, paura, rifiuto. È successo con la patata, accusata di provocare la lebbra, con il pomodoro, ritenuto velenoso. In condizioni di abbondanza e di ampia scelta, come quelle in cui viviamo oggi, la paura diventa uno strumento per orientarsi in un sistema alimentare sempre più complesso, peccato che sia quasi sempre uno strumento sbagliato. Infatti, intervengono quasi sempre fattori politici, economici e identitari che amplificano il rifiuto del nuovo, trasformandolo in battaglia pubblica.
“Ma la storia insegna - precisa Alberto Grandi -che ciò che oggi appare estraneo e minaccioso, domani può diventare normale – e persino tradizionale. Il problema, dunque, non sono i novel food: è la nostra difficoltà a riconoscere che anche la tradizione, un tempo, è stata una novità.”

Erminia Sezzi - biologa dirigente presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana – illustra l’aspetto della sicurezza alimentare. Sempre di più studi evidenziano il potenziale degli insetti commestibili come alternativa sostenibile, è bene specificare che la loro introduzione nel mercato europeo è subordinata al superamento di rigorosi controlli per garantire la sicurezza dei consumatori. In Europa, gli insetti rientrano nella categoria dei novel food e, prima di essere commercializzati, le aziende interessate devono presentare un dossier scientifico completo alla Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), che valuta in modo indipendente tutti i possibili rischi: dalla composizione nutrizionale alla presenza di contaminanti microbiologici e chimici, fino al potenziale allergenico. A livello nazionale, gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali svolgono un ruolo fondamentale nel rafforzare il sistema di sicurezza alimentare, contribuiscono a individuare eventuali rischi emergenti e a supportare le autorità competenti nei controlli ufficiali.
“La collaborazione tra istituzioni europee e nazionali - afferma Erminia Sezzi -consente di coniugare innovazione e tutela della salute pubblica, garantendo un approccio basato su solide evidenze scientifiche. In questo contesto, gli insetti possono trovare spazio nella dieta in modo sicuro e consapevole, aprendo nuove prospettive per un sistema alimentare più sostenibile e resiliente.

Carlotta Totaro Fila - è fondatrice e CEO di ALIA Insect Farm, società agricola impegnata nello sviluppo di Novel Food a base di insetti per il consumo umano, con particolare focus su Acheta domesticus. Nel suo intervento evidenzia come l’interesse verso le proteine da insetti si inserisca in un dato strutturale: gli insetti rappresentano una componente naturale del nostro pianeta, in termini di biomassa costituiscono una parte dominante del regno animale pur non essendo tutte le specie commestibili. Sono dunque una matrice naturale, disponibile in natura, ad alta qualità proteica, allevabile e trasformabile in alimento proteico.
Ripercorre poi l’iter di valutazione di un novel food a base di grillo (Acheta domesticus), mettendo in luce le criticità emerse nel primo dossier presentato a EFSA, in attesa di risposta ufficiale. Dall’esperienza ALIA emerge con chiarezza che il nodo centrale non è la materia prima - già considerata idonea nei contesti autorizzati - bensì il livello di maturità e di standardizzazione del sistema produttivo con cui viene presentata.
“L’esperienza di ALIA — precisa Carlotta Totaro Fila — dimostra come la sfida delle proteine da insetti si stia spostando dal piano teorico a quello produttivo: non si tratta più soltanto di identificare nuove fonti naturali di proteine, ma di costruire sistemi agro-industriali in grado di soddisfare i requisiti dei novel food lungo tutta la filiera, dall’allevamento alla tavola.”

Pietro Paganini è policy innovator, advisor e fondatore di Competere.eu, insegna innovazione delle politiche pubbliche ed European Business alla Temple University di Philadelphia e alla John Cabot University di Roma. Il suo intervento illustra come il dibattito sulle proteine sia spesso ridotto a una contrapposizione tra passato e futuro, proteine animali e nuove fonti, tradizione e innovazione. E propone l’equilibrio come metodo per superare le semplificazioni, riconoscendo il ruolo delle proteine animali nell’evoluzione umana, senza chiudere la porta alle nuove soluzioni alimentari.
“Dalla misura dei Greci - sostiene Paganini - all’era della personalizzazione, l’equilibrio diventa la chiave per regolare l’innovazione, tutelare i consumatori e garantire libertà di scelta.”
Modera il webinar Mariagrazia Vignoli - titolare di Kairos Comunicazione - agenzia di pubbliche relazioni che ha curato l’organizzazione dell’evento.
Il video di apertura, prodotto con strumenti di Artificial Intelligence, è stato realizzato da Maryam Nezaratizadeh, consulente Business e AI specializzata nello sviluppo e crescita di progetti imprenditoriali.